Interrogazione Scampia

                                           Interrogazione a risposta scritta

 

 

Al Ministro dell’Interno

 

per sapere, premesso che:-

 

la stampa napoletana, nei giorni scorsi, ha pubblicato, con grande evidenza, la clamorosa ed inquietante notizia che i clan di camorra avrebbero imposto, nelle zone di Scampia, Miano, Secondigliano e Melito, una sorta di coprifuoco, facendo circolare la voce – diffusa con le  modalità tipiche dell’organizzazione criminale – che agli abitanti del grosso quartiere periferico e della confinante cittadina alle porte di Napoli veniva intimato di  non uscire  di casa nelle ore serali;

 

in particolare, le cronache del Mattino di Napoli riferivano che questo scellerato e  tracotante “ordine” imponeva  la chiusura dei negozi tra le ore diciannove e trenta e le venti, e quella dei bar per le ore ventidue;

 

l’ordine sarebbe stato impartito dalle “sentinelle” dei clan che avrebbero minacciato violente rappresaglie a carico di coloro, commercianti e cittadini, che non si fossero  adeguati a  tale intimazione;

 

le zone della città di Napoli finite nel mirino riguarderebbero  ben 200mila residenti; si tratta di via Monterosa, della “167”, del quartiere Ises (ex Ice Snei) e del rione Don Guanella,  un quadrilatero urbano che si troverebbe quasi sotto occupazione militare  dei clan;

 

a Melito, in provincia di Napoli, il coprifuoco riguarderebbe i due quartieri nati nel post- terremoto del 1980, edificati ai sensi della legge 219  per la ricostruzione, immediatamente confinanti con la periferia napoletana;

 

secondo le notizie diffuse dalla stampa, questa inaudita iniziativa sarebbe stata decisa dal cartello di camorra Abbinante–Abate, che cercherebbe di serrare le fila dopo aver contato cinque morti ammazzati tra Scampia e Melito in una nuova faida tra clan;

 
lo scopo obliquo sarebbe quello di creare una sorta di “cordone protettivo” in questo territorio, martoriato dalla presenza di bande criminali che terrorizzano i tanti cittadini onesti che vi risiedono, per mantenere  le strade sgombre e consentite di individuare meglio e all’istante la presenza di esponenti  delle cosche avversarie;

 

il cartello di camorra Abbinante–Abate è stato protagonista della famigerata guerra tra gli uomini del boss Paolo Di Lauro e i cosiddetti scissionisti, scaturita dal mutamento delle alleanze strategiche per il controllo di quel territorio e per l’espansione dei loro traffici illeciti e criminosi;

 

le gravissime  notizie riportate dal quotidiano “Il Mattino ” hanno trovato riscontro in numerose interviste fatte ai residenti del posto e anche in una dichiarazione resa dal presidente dell’Associazione commercianti di Napoli, che ha sostanzialmente confermato  la vicenda e ha sollevato un giusto allarme sugli effetti perversi che una tale forma di intimidazione  può generare tra  gli operatori commerciali e tra i cittadini di quelle comunità;

 

appare evidente che non si può consentire ai clan di camorra di condizionare  la vita dei cittadini e di minarne la civile e tranquilla convivenza sociale, operando pressioni e ricatti assolutamente intollerabili  che offendono la dignità delle persone che vivono in quella difficile, complessa realtà

e che vogliono orgogliosamente ribellarsi al sopruso camorristico;

 

occorre  una reazione immediata, ferma e adeguata da parte di tutte le istituzioni competenti, mettendo in atto tutte le misure, ordinarie e straordinarie, per stroncare un cosi devastante tentativo di controllo illegale che rischia  di accentuare ulteriormente  il disagio e la condizione sociale di quelle comunità, alle quali bisogna, invece, prestare un’attenzione più sollecita ed operativa;

 

è,altresì, necessario ascoltare il grido di dolore e di sdegno che si leva da questi parti nevralgiche della periferia napoletana ed dalla  rete di associazioni e di cittadinanza attiva, operanti volontariamente e generosamente  in loco, accogliendo e assumendo l’appello a tenere i quartieri “aperti” di sera con iniziative, presenze, attività  e, soprattutto, a stimolare  azioni e progetti concreti per migliorare la qualità della vita e le condizioni ambientali  in modo da testimoniare  con forza la presenza viva dello Stato :-

 

 quali idonee e urgenti azioni, a seguito della denuncia dei gravissimi fatti innanzi descritti,  intende assumere per garantire il rigoroso rispetto della legge, tutelare la sicurezza dei cittadini e degli esercenti commerciali, stroncare questo odioso tentativo di mantenere interi quartieri sotto scacco della criminalità organizzata e far valere l’autorità dello Stato;

 

 se non ritiene, per l’eccezionalità della vicenda, promuovere alcune iniziative operative, anche a carattere sociale e culturale,  in questi quartieri  – d’intesa con le autorità locali – per testimoniare  con forza che lo Stato e tutte le Istituzioni sono vigili e presenti nei luoghi dove le organizzazioni mafiose  tentano  di imporre le regole della prepotenza, della prevaricazione e  del potere illecito e criminale.

 

Roma 1 febbraio 2012

 

         On. Salvatore Piccolo

On. Luisa Bossa

         On. Pasquale Ciriello