| lettera "Berlusconi si dimetta" |
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Berlusconi si dimetta. Il degrado che emerge dal quadro delle intercettazioni in cui è coinvolto il Presidente del consiglio è insostenibile, coinvolge l’etica pubblica, la tenuta civile del paese, il senso di responsabilità di chi è chiamato dalla Costituzione a svolgere le sue funzioni con onore e decoro. Siamo di fronte alla conferma di un sistema fondato sullo scambio tra sesso, potere e denaro, sui ricatti reciproci, su donne trattate come carte di una mano di poker dove la posta in gioco sono appalti, favori, poltrone e soldi, tanti soldi. Non si tratta, non ci stanchiamo di ripeterlo, di questioni private del Presidente del consiglio e della sua corte. In quei comportamenti è contenuto un disprezzo verso le donne che rischia di circolare nel paese come moneta corrente delle relazioni umane. Si teorizza una nuova legge darwiniana, per cui sopravvive chi raggiunge i favori del potente, dove l’unico metro per misurare il successo sono i soldi, non importa come guadagnati. Le donne sono merce di scambio nei festini privati del premier e sono state punite da una manovra finanziaria che su di loro scarica l’onere maggiore del risanamento dei conti pubblici, sono l’ultima risorsa da spremere per tagli che non ci faranno uscire dalla crisi. Al contrario, noi pensiamo che le donne italiane possano davvero rappresentare la riscossa civile economica e sociale del paese e per uscire dalla crisi è necessario ricostruire un nuovo patto sociale che metta al centro la loro vita, le loro capacità, le loro aspettative. Ci rivolgiamo a chi, al di la degli schieramenti, considera insopportabile questa situazione perchè non si può e non si deve rimanere in silenzio. Il governo deve farsi da parte perché sta minando alla radice i presupposti della civiltà e della convivenza ed è un intralcio alla ripresa, alla crescita e alla credibilità del Paese. Per questo chiediamo le dimissioni di un premier che ha tradito la Costituzione ed ha violato l’articolo 54: “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Nelle prossime settimane saremo nelle piazze delle città per ribadirlo con forza. Chi umilia le donne non può governare il paese.
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