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Venanzio Carpentieri sul rinvio delle elezioni per il consiglio della Città Metropolitana

L’ipotesi di un rinvio delle elezioni per il consiglio metropolitano non è frutto di considerazioni di ordine giuridico – formale, ma discende da valutazioni prettamente politiche. In punto di diritto, infatti, le norme esistenti consentono di non lasciare “scoperta” la carica di sindaco metropolitano. Se il sindaco De Magistris dovesse essere sospeso prima del 12 ottobre – data delle elezioni per il consiglio metropolitano – egli sarebbe sostituito in quella funzione dal vicesindaco del comune di Napoli. Se, al contrario, la sospensione giungesse dopo tale data, egli avrebbe la facoltà (non l’obbligo) di nominare un vicesindaco metropolitano, scelto tra gli eletti in consiglio metropolitano. La questione, al contrario, è di natura tutta politica. Il PD sin dall’inizio ha vissuto il processo di costituzione della città metropolitana non come mero adempimento burocratico, ma come occasione per ridisegnare l’architettura istituzionale degli enti locali interessati da tale processo. In base a questa premessa, abbiamo avanzato la proposta di inserire nel redigendo statuto la possibilità di far eleggere il sindaco metropolitano direttamente dai cittadini; di riorganizzare il comune di Napoli migliorando l’attuale sistema delle municipalità; di costituire sul territorio provinciale zone omogenee dotate di propria soggettività per scongiurare ogni rischio di “napolicentrismo”; di immaginare per il nuovo ente competenze ampie ed incisive. Tale iniziativa, culminata nella conferenza programmatica svoltasi il 12 e 13 settembre scorsi, ha avuto l’effetto di restituire al PD un’indubbia centralità politica, confermata dalla circostanza che su tale proposta si è registrata la convergenza, oltre che delle altre forze del centrosinistra, anche di alcuni esponenti del centrodestra locale e nazionale. Tutto questo in prospettiva. Allo stato, tuttavia, la città metropolitana resta ancora un’entità poco avvertita dai nostri cittadini, costruita com’è quale ente locale di secondo livello, con un vertice non scelto dai cittadini, ma predeterminato per legge. In un quadro simile, l’eventuale sospensione del sindaco De Magistris e il rischio di un susseguirsi di ricorsi e controricorsi avverso tale provvedimento possono determinare come conseguenza un’ulteriore perdita di rappresentatività e di autorevolezza in capo al nuovo ente, con evidente compromissione degli esiti di una fase costituente che entro dicembre dovrà condurre all’approvazione dello statuto metropolitano. Queste – e solo queste – le preoccupazioni espresse dal PD metropolitano di Napoli. Tutto il resto (inclusi i presunti “banchi saltati”) appartiene al gossip. Il Segretario Venanzio Carpentieri

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