La lunga semina della legalità

Pubblichiamo l’intervento di Paolo Siani su Il Mattino del 21 settembre 2018 in occasione dell’intitolazione della piazza del Comune di Vico Equense a Giancarlo Siani.

Certo Giancarlo ne sarà contento, penserà: “ma dopo tanti anni si ricordano ancora di me? Si ricordano di me a Vico, dove trascorrevo le mie poche ore libere e spensierate con Daniela, e con alcuni miei amici cari. E dove avrei potuto trascorrere tante altre giornate felici e spensierate, se …”.

Ebbene sì, il Comune di Vico Equense ha accolto la petizione dei cittadini e ha deciso di intitolare la piazza del Comune proprio a Giancarlo. Una scelta di legalità. Infatti, oltre all’intitolazione, già di per sé significativa, è stato deciso di istituire un premio alla memoria di Giancarlo e di avviare un percorso lungo e profondo di educazione alla legalità rivolto ai ragazzi delle scuole. Oggi inauguriamo la piazza ma siamo tutti consapevoli che inizia la semina di legalità e vogliamo tra qualche anno raccoglierne i frutti.

Scriveva Giancarlo il 18/10/1984: “Altro punto decisivo è l’occupazione. Risposte immediate per creare occasioni di lavoro per i giovani, un piano di interventi straordinari per il Mezzogiorno finalizzato all’occupazione. «Non possiamo pensare di sfuggire alla stretta della camorra – dicono ancora i giovani – se non si realizzano progetti concreti anche sul piano culturale e per il tempo libero». E ancora, una gestione democratica del mercato del lavoro, per le sedi di collocamento e sulla formazione professionale. Su questi argomenti gli studenti hanno avviato una serie di contatti con le organizzazioni sindacali.” Parole scritte oltre 30anni fa e pure sono parole ancora decisamente attuali.

E sono stati proprio alcuni ragazzi di Vico che hanno lanciato la proposta di intitolare il piazzale a Giancarlo. Nello stesso tempo, sono sempre più convinto che l’investimento sui nostri ragazzi sia la cosa più importante e produttiva che un Comune, una Regione dovrebbe fare se vuole sfuggire alla stretta della camorra.

A noi tocca tenere viva la memoria perché abbiamo imparato che la memoria è un momento centrale nella vita delle persone, di una città e di una nazione. Abbiamo imparato che bisogna fare in modo che la memoria delle vittime innocenti della criminalità si diffonda sempre più, soprattutto tra i giovani.

Ed è importante poi che la memoria si materializzi: nei monumenti, nei simboli, nelle intitolazioni delle strade, delle scuole, delle piazze. Lo storico Giovanni De Luna, nel suo libro La repubblica del dolore, sottolinea un difetto della nostra Repubblica, e cioè che si ricordano i caduti delle guerre con corone, celebrazioni, senza meditare a sufficienza sul significato di quelle morti. E la stessa cosa avviene per le mafie.

La riflessione sui fatti storici è fondamentale soprattutto per le nuove generazioni, che non hanno vissuto quei tempi e vogliono capire. Per questo motivo bisogna porci il problema di comunicare, sempre e comunque. Bisogna raccontare perché un giorno è venuto a mancare Giancarlo o Silvia Ruotolo, o Paolino Avella  o Piersanti Mattarella. Bisogna continuare a spiegarlo, sempre, perché ogni anno ci saranno altri giovani che non sanno ancora nulla di quelle vicende.

La memoria però  ha due grandi nemici. Il primo è il tempo, il cui decorso tende a cancellarla o comunque a sfumarla; il secondo sono coloro che ritengono inutile e anche dannoso ricordare quei fatti di sangue, quasi a voler nascondere l’esistenza di certi fenomeni. E invece abbiamo bisogno di ricordare, per prendere coscienza che le mafie esistono e uccidono ancora oggi, per non abbassare la guardia, per creare anticorpi potenti che siano in grado un giorno di sconfiggerle.

Per questo voglio ringraziare il Comune di Vico Equense per aver deciso di intitolare a Giancarlo il piazzale antistante al Palazzo Comunale. Mi è caro questo luogo, proprio lì Giancarlo infatti parcheggiava la sua Mehari quando andava da Daniela a Vico. E mi fa piacere pensare che ora Giancarlo sarà lì per sempre, con Daniela. E voglio ringraziare, con la stessa intensità, tante persone di Vico, alcuni amici di Giancarlo che lo ricordano ancora intensamente, i giovani dell’associazione Virgiliani e dell’istituto alberghiero e gli insegnanti per aver chiesto al sindaco, circa un anno fa, attraverso una petizione, l’intitolazione a Giancarlo di questo luogo della città. La sua memoria, grazie a questa decisione, è conservata per sempre dall’intera comunità di Vico Equense e non solo.