Losa: “Prima un’idea di città, solo dopo le alleanze”

Pubblichiamo la lettera che Ciro Losa (responsabile metropolitano del lavoro) ha inviato a Cronache di Napoli il 13 settembre 2018.

Gentile direttore il dibattito che si sta sviluppando sul vostro giornale come su altri sulle future elezioni comunali di Napoli parte e arriva spesso alla stessa conclusione, quale coalizione sarà vincente? Chi sarà in grado di coinvolgere la famosa “società civile”? Qual è il ruolo dei partiti e nel caso a me caro del PD? Sicuramente tutto ciò è interessante ma non riesco a trovare un passaggio fondamentale, a mio avviso, che idea di città vogliamo proporre per i prossimi 10 anni e che progetti vogliamo mettere in campo.

Il ruolo del Pd, ma come di qualsiasi partito che si dovrà presentare alle prossime amministrative, è arduo da una parte deve rimanere con i piedi ben piantati in terra e provare a risolvere la matassa di problemi che attanagliano la città e dall’altra dovrà proporre un programma di come vuole disegnare il futuro della prima città del meridione d’Italia. Cosa vogliamo fare? Cosa vogliamo proporre cercando di non cadere nel populismo inteso come” annuncio popolare”. Propongo di iniziare a parlare di cose concrete e ne cito 2 in questa lettera con alcuni esempi.

Come vogliamo risolvere il problema della gestione del patrimonio immobiliare? Continuare e perseverare su una strada che non porta a nulla come l’attuale gestione? Forse dovremmo avere il coraggio di dire che esternalizzare la gestione del patrimonio non è così sbagliato. Individuare ed avviare un percorso che preveda pochi annunci ma regole chiare e precise. Garantire una   manutenzione adeguata e un sistema di riscossione efficiente.

Sul tema del lavoro, credo ad esempio, che dobbiamo ragionare sul come migliorare e capitalizzare l’aumento del flusso turistico in città. I dati ci dicono che i flussi sono aumentati, ma ne giova, sempre analizzando i dati, lavoro sommerso o al massimo molto precario. Bisogna quindi ragionare sul come stabilizzare la richiesta e l’offerta in questo settore elevandone in alcuni casi il livello qualitativo. Parliamo, quindi, di investimenti strutturali e non sporadici, meno eventi estemporanei, correndo in qualche caso il famoso “rischio d’impresa”. Unire al lavoro egregio dei direttori dei musei qualche nuova offerta come ad esempio la creazione del “Museo della Canzone Napoletana” giusto per citare qualcosa che è riconosciuto in tutto il mondo come un nostro valore indiscusso.

Definito il progetto di cosa vogliamo proporre e delle nostre priorità, sarà utile e necessario creare momenti d’incontro e di ascolto con una città che è fatta di “mille culur” e di mille anime. Coinvolgere sui temi prima che sulle alleanze. Dobbiamo costruire un laboratorio politico che progetti i prossimi 10 anni. Iniziamo a ragionare su questo, apriamo un dibattito approfittando della vostra disponibilità. Facciamo qualcosa di costruttivo, che vada oltre gli annunci. Partecipazione non significa confusione ed accontentare tutti, ma ascoltare, comprendere e poi decidere sapendo che talvolta puoi scontentare qualcuno o non essere compreso. Facendo un esempio calcistico per vincere il campionato non basta il bomber da 25 goal, serve un progetto, una società, una squadra dove ognuno nel proprio ruolo dà il proprio contributo e a quel punto le possibilità di vincere il campionato saranno realistiche.